Dal 2021 sto ogni anno in Italia almeno un mese da qualche parte. Quest’anno, per ragioni legate al lavoro non potevo partire per tanto tempo, e siccome volevo andare nel Friuli Venezia Giulia e che gli alloggi erano costosi, mi sono limitato a due settimane. Ho faticato a trovare un alloggio che mi andasse bene, cercando prima a Trieste, poi a Udine, infine a Pordenone.

In realtà non sono stato proprio a Pordenone, ma a Porcìa, una cittadina accanto. Come sempre, sono stato in una camera in un appartamento condiviso con chi ci abita. Questo aspetto è importantissimo, perché è così che si incontra la gente del posto, così che ci sono gli scambi culturali più interessanti.

Nonostante ci sia stato per solo due settimane, ho avuto un po’ di tempo per vedere la provincia perché nell’arco di queste due settimane c’erano due giorni festivi in Francia, il primo maggio e l’otto maggio, in cui in Francia si festeggia la capitolazione della Germania nazista nel 1945. Oltre che a Porcia e Pordenone sono anche stato a Sacile (che per qualche ragione mi devo sforzare di non pronunciare *Sàcile), Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento, Cordovado e Sesto al Reghena (questo sì che è sdrucciole: Réghena).

Ho scoperto la provincia di Pordenone, che non conoscevo affatto, come il resto del Friuli Venezia Giulia, e mi è sembrata una regione di confine, tra Veneto e Friuli. Il dialetto pordenonese infatti è più vicino al veneto che al friulano, e anche geograficamente Pordenone è molto vicina a Venezia, la città a livello culturale e storico (ed economico?) più importante del Nord Est. Infatti il friulano non è chiamato così a Pordenone, ma «udinese». Sembra quasi che la provincia di Pordenone sia un incursione veneta nel Friuli Venezia Giulia.

Porcia è una cittadina immersa nel verde così come Pordenone, tra parchi e laghetti. A 50 metri da casa c’era un grande campo incoltivato, una cosa abbastanza esotica per me che vivo in pieno Parigi.

A livello linguistico ho sentito alcune espressioni caratteristiche che dettaglierò in un prossimo articolo. A livello culinario, il discorso è un po’ lo stesso per un po’ tutto l’estremo Nord / Nord Est: molta polenta, poca pasta. C’è il San Daniele, il radicchio, anche buoni vini e formaggi.

A proposito di vino, in un’osteria di Torre, vicino Pordenone, una volta ho chiesto un vino bianco… e poi ho aggiunto «friulano», nel senso che volevo un vino della regione del Friuli. Il cameriere ha subito capito quale tipo di vino volevo ed è tornato con un friulano. Ma non un «friulano» nel senso di un vino del Friuli, il friulano: ho imparato così che esiste un vino (cioè, un vitigno) che si chiama proprio «friulano». In realtà dovrebbe avere un altro nome, ma l’Ungheria ha avuto la meglio.

Dopo questa breve esperienza sono stato in vacanza una settimana a Udine, che ho usato come base per esplorare la regione, con una città ogni giorno o quasi: Trieste, Gorizia, Cividale del Friuli, Palmanova, Grado e Aquileia. Il FVG veramente è una regione mosaico: c’è la provincia di Pordenone, che è quasi veneta, quella di Udine, che corrisponde al Friuli, e quelle di Trieste e Gorizia, che corrispondono alla Venezia Giulia. A livello amministrativo sono la stessa regione, ma a livello storico-culturale è come visitare regioni diverse.