<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="it"><generator uri="https://jekyllrb.com/" version="4.3.4">Jekyll</generator><link href="https://bfontaine.net/blogit/feed.xml" rel="self" type="application/atom+xml" /><link href="https://bfontaine.net/blogit/" rel="alternate" type="text/html" hreflang="it" /><updated>2026-06-04T21:18:28+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/feed.xml</id><title type="html">Diario di Battista</title><subtitle>Diario di un cugino francese.</subtitle><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><entry><title type="html">Mad in Italy</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/04/mad-in-italy.html" rel="alternate" type="text/html" title="Mad in Italy" /><published>2026-06-04T20:41:00+02:00</published><updated>2026-06-04T20:41:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/06/04/mad-in-italy</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/04/mad-in-italy.html"><![CDATA[<p>Ho appena finito <em>Mad in Italy: Manuale del trash italiano 1980-2020</em> di Gabriele Ferraresi (Il saggiatore, 2020, 423 p.),
un viaggio nella storia dell’Italia moderna attraverso il peggio della politica e della tv, lo sport, i casi di cronaca che hanno
più segnato gli italiani.</p>

<p>È un libro più serio di quello che si potrebbe pensare leggendo il titolo, molto interessante per capire un po’
dell’immaginario collettivo di quegli anni. Da straniero è sempre un po’ difficile capire la vita politico-culturale
italiana senza conoscere la storia di ogni personaggio di questo teatro permanente, e questo libro aiuta sicuramente.</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="libri" /><summary type="html"><![CDATA[Ho appena finito Mad in Italy: Manuale del trash italiano 1980-2020 di Gabriele Ferraresi (Il saggiatore, 2020, 423 p.), un viaggio nella storia dell’Italia moderna attraverso il peggio della politica e della tv, lo sport, i casi di cronaca che hanno più segnato gli italiani.]]></summary></entry><entry><title type="html">La città di Parigi Parigi</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/03/la-citt%C3%A0-di-parigi-parigi.html" rel="alternate" type="text/html" title="La città di Parigi Parigi" /><published>2026-06-03T20:58:00+02:00</published><updated>2026-06-03T20:58:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/06/03/la-citt%C3%A0-di-parigi-parigi</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/03/la-citt%C3%A0-di-parigi-parigi.html"><![CDATA[<p>Parigi è una città metropolitana molto estesa, che comprende vari comuni tra cui uno che si chiama
«Parigi Parigi». Quando in Italia dico che abito a Parigi, spesso c’è qualcuno che ha il parente o l’amico che abita
proprio a «Parigi». Ma quando chiedo del quartiere, 99% del tempo quell’amico/parente in realtà vive in una città di
periferia che può essere vicina o anche assai lontana da Parigi, tipo Melun (a 50 km da Parigi).</p>

<p>A volte la persona che risponde è consapevole che la città dell’amico/parente non è proprio Parigi, ma a volte no. Una
volta, a Pozzuoli, una ragazza mi ha raccontato dei suoi cugini che abitavano a Bondy come se fosse un quartiere
di Parigi, chissà cosa le avranno detto. Non è che sia molto distante da Parigi, ma sarà magari un po’ delusa di vedere
il centro di Bondy aspettandosi di trovarsi a Parigi.</p>

<p>Comunque, per distinguere «Parigi» la città metropolitana dalla città vera e propria, quest’ultima viene chiamata
«Parigi Parigi». Parigi Parigi è una città molto più piccola di «Parigi», con meno abitanti. È gemellata con città
simili come «<a href="/blogit/lombardia/milano">Milano</a> Milano» o «<a href="/blogit/campania/napoli">Napoli</a> Napoli».</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="parigi" /><summary type="html"><![CDATA[Parigi è una città metropolitana molto estesa, che comprende vari comuni tra cui uno che si chiama «Parigi Parigi». Quando in Italia dico che abito a Parigi, spesso c’è qualcuno che ha il parente o l’amico che abita proprio a «Parigi». Ma quando chiedo del quartiere, 99% del tempo quell’amico/parente in realtà vive in una città di periferia che può essere vicina o anche assai lontana da Parigi, tipo Melun (a 50 km da Parigi).]]></summary></entry><entry><title type="html">Quelli con i panini</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/02/quelli-con-i-panini.html" rel="alternate" type="text/html" title="Quelli con i panini" /><published>2026-06-02T19:51:00+02:00</published><updated>2026-06-02T19:51:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/06/02/quelli-con-i-panini</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/02/quelli-con-i-panini.html"><![CDATA[<p>È sempre la stessa cosa. Arrivo previsto alle 21.15 a Parigi, va bene non è troppo tardi, mangerò dopo. Il treno parte
da <a href="/blogit/lombardia/milano">Milano</a>, siamo in quattro attorno al tavolino. Io, un signore inglese, e una coppia di francesi.</p>

<p>Già un po’ dopo Torino iniziano i problemi: il treno si ferma, riparte, si ferma di nuovo. Va bene, accade ogni tanto,
non vuol dire che il treno sarà in ritardo. Più tardi, nel tunnel prima di Modane, l’annuncio fatale: «a causa di un
problema tecnico sull’altro treno, a Modane dovrete scendere dal treno per salire nell’altro treno, che è in senso
contrario rispetto a questo». Porca miseria, questa cosa non l’avevo mai sentita.</p>

<p>Modane. Casino sulla banchina: dobbiamo scendere tutti, percorrere tutta la banchina, e salire nell’altro treno mentre
quelli di cui prendiamo i posti fanno il contrario. Se eri nella carrozza 1 in testa al treno, ora sei sfottuto perché
la tua nuova carrozza 1 è in coda. Qualcuno si scaglia contro un agente della Sncf, mentre la polizia francese ne
approfitta per controllare qualcun altro. Ci sono bambini, vecchietti che a mala pena riescono a salire con le valigie.</p>

<p>Comunque, ripartiamo. Adesso «circoliamo con circa 50 minuti di ritardo». Si avvicina l’ora della cena, già ho un
po’ fame. Alle 19.30, quando sto pensando che avrei dovuto comprarmi una di quelle focacce che vendono nella stazione,
ecco che quelli davanti a me, la coppia di francesi rimasti silenziosi tutto il viaggio, cominciano ad agitarsi,
prendono un sacchetto di carta rimasto nascosto finora, e ne tirano fuori due panini enormi.</p>

<p>Mannaggia a me, perché non ho comprato una maledetta focaccia? Lo so che il treno è sempre in ritardo, che ogni volta è
la stessa cosa: penso che non valga la pena, penso al bel piatto di pasta che mi farò a Parigi, e invece no, ho lo
stomaco che brontola per le ultime 2-3 ore del viaggio davanti a <em>quelli con i panini</em>, quelli organizzati, più
organizzati di me, che hanno imparato dall’ultima volta e questa volta sì che si sono preparati.</p>

<p>«Gnam», mangiano, buttando un occhio incuriosito a quel povero tipo davanti che non mangia niente e fa finta di non aver fame.</p>

<p>Adesso ho capito. La prossima volta compro la focaccia in stazione.</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="treno" /><category term="viaggio" /><summary type="html"><![CDATA[È sempre la stessa cosa. Arrivo previsto alle 21.15 a Parigi, va bene non è troppo tardi, mangerò dopo. Il treno parte da Milano, siamo in quattro attorno al tavolino. Io, un signore inglese, e una coppia di francesi.]]></summary></entry><entry><title type="html">Due settimane a Pordenone</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/01/due-settimane-a-pordenone.html" rel="alternate" type="text/html" title="Due settimane a Pordenone" /><published>2026-06-01T19:36:00+02:00</published><updated>2026-06-01T19:36:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/06/01/due-settimane-a-pordenone</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/06/01/due-settimane-a-pordenone.html"><![CDATA[<p>Dal 2021 sto ogni anno in Italia <a href="/blogit/mesi-in-italia">almeno un mese</a> da qualche parte. Quest’anno, per
ragioni legate al lavoro non potevo partire per tanto tempo, e siccome volevo andare nel <a href="/blogit/friuli_venezia_giulia">Friuli Venezia Giulia</a> e
che gli alloggi erano costosi, mi sono limitato a due settimane. Ho faticato a trovare un alloggio che mi andasse bene,
cercando prima a Trieste, poi a Udine, infine a <a href="/blogit/friuli_venezia_giulia/pordenone">Pordenone</a>.</p>

<p>In realtà non sono stato proprio a Pordenone, ma a Porcìa, una cittadina accanto. Come sempre, sono stato in una
camera in un appartamento condiviso con chi ci abita. Questo aspetto è importantissimo, perché è così che si incontra la
gente del posto, così che ci sono gli scambi culturali più interessanti.</p>

<p>Nonostante ci sia stato per solo due settimane, ho avuto un po’ di tempo per vedere la provincia perché nell’arco di
queste due settimane c’erano due giorni festivi in Francia, il primo maggio e l’otto maggio, in cui in Francia si
festeggia la capitolazione della Germania nazista nel 1945. Oltre che a Porcia e Pordenone sono anche stato a Sacile
(che per qualche ragione mi devo sforzare di non pronunciare *Sàcile), Casarsa della Delizia,
San Vito al Tagliamento, Cordovado e Sesto al Reghena (questo sì che è sdrucciole: Réghena).</p>

<p>Ho scoperto la provincia di Pordenone, che non conoscevo affatto, come il resto del Friuli Venezia Giulia, e mi è
sembrata una regione di confine, tra Veneto e Friuli. Il dialetto pordenonese infatti è più vicino al veneto che al
friulano, e anche geograficamente Pordenone è molto vicina a Venezia, la città a livello culturale e storico
(ed economico?) più importante del Nord Est. Infatti il friulano non è chiamato così a Pordenone, ma «udinese». Sembra
quasi che la provincia di Pordenone sia un incursione veneta nel Friuli Venezia Giulia.</p>

<p>Porcia è una cittadina immersa nel verde così come Pordenone, tra parchi e laghetti. A 50 metri da casa c’era un grande
campo incoltivato, una cosa abbastanza esotica per me che vivo in pieno Parigi.</p>

<p>A livello linguistico ho sentito alcune espressioni caratteristiche che dettaglierò in un prossimo articolo. A livello
culinario, il discorso è un po’ lo stesso per un po’ tutto l’estremo Nord / Nord Est: molta polenta, poca pasta. C’è il
San Daniele, il radicchio, anche buoni vini e formaggi.</p>

<p>A proposito di vino, in un’osteria di Torre, vicino Pordenone, una volta ho chiesto un vino bianco… e poi ho aggiunto
«friulano», nel senso che volevo un vino della regione del Friuli. Il cameriere ha subito capito quale tipo di vino volevo ed è
tornato con un friulano. Ma non un «friulano» nel senso di un vino del Friuli, <em>il</em> friulano: ho imparato così che esiste
un vino (cioè, un vitigno) che si chiama proprio «friulano». In realtà dovrebbe avere un altro nome,
<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tocai_friulano_(vitigno)#Denominazione">ma l’Ungheria ha avuto la meglio</a>.</p>

<p>Dopo questa breve esperienza sono stato in vacanza una settimana a Udine, che ho usato come base per esplorare la
regione, con una città ogni giorno o quasi: Trieste, Gorizia, Cividale del Friuli, Palmanova, Grado e Aquileia.
Il FVG veramente è una regione mosaico: c’è la provincia di Pordenone, che è quasi veneta, quella di Udine, che
corrisponde al Friuli, e quelle di Trieste e Gorizia, che corrispondono alla Venezia Giulia. A livello amministrativo
sono la stessa regione, ma a livello storico-culturale è come visitare regioni diverse.</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="mesi" /><category term="fvg" /><category term="pordenone" /><summary type="html"><![CDATA[Dal 2021 sto ogni anno in Italia almeno un mese da qualche parte. Quest’anno, per ragioni legate al lavoro non potevo partire per tanto tempo, e siccome volevo andare nel Friuli Venezia Giulia e che gli alloggi erano costosi, mi sono limitato a due settimane. Ho faticato a trovare un alloggio che mi andasse bene, cercando prima a Trieste, poi a Udine, infine a Pordenone.]]></summary></entry><entry><title type="html">Fontàine</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/05/30/font%C3%A0ine.html" rel="alternate" type="text/html" title="Fontàine" /><published>2026-05-30T13:56:00+02:00</published><updated>2026-05-30T13:56:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/05/30/font%C3%A0ine</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/05/30/font%C3%A0ine.html"><![CDATA[<p>Il mio nome è <span lang="fr">Fontaine</span>, pronunciato [fɔ̃'tɛn] con la nasale, ma in Italia la tolgo italianizzandolo
in «fontèn» ([fon'tɛn]) così da essere capito, oppure quando prenoto un ristorante spesso do il nome «Battista» o il
cognome «Fontana».</p>

<p>L’altro ieri sono andato da mangiare al <a href="/blogit/cibo/mangiare-bene-a-milano#il-retrobottega">Retrobottega</a> a <a href="/blogit/lombardia/milano">Milano</a>, che avevo prenotato tramite The Fork, dove di solito
uso il mio vero nome. Quando sono arrivato e ho detto di aver prenotato, il cameriere mi ha detto: «Fontàine, giusto?».
Fontàine ([fon'taine]), praticamente come se il mio fosse un nome italiano. È la prima volta che qualcuno lo pronuncia
così, di solito capiscono che si tratta di un nome francese e lo pronunciano alla francese. Non avevo mai fatto caso che
si poteva pronunciare anche così. Forse lo farò. Forse no.</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="lingua" /><category term="viaggi" /><summary type="html"><![CDATA[Il mio nome è Fontaine, pronunciato [fɔ̃'tɛn] con la nasale, ma in Italia la tolgo italianizzandolo in «fontèn» ([fon'tɛn]) così da essere capito, oppure quando prenoto un ristorante spesso do il nome «Battista» o il cognome «Fontana».]]></summary></entry><entry><title type="html">Cari musei</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/05/24/cari-musei.html" rel="alternate" type="text/html" title="Cari musei" /><published>2026-05-24T21:49:00+02:00</published><updated>2026-05-24T21:49:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/05/24/cari-musei</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/05/24/cari-musei.html"><![CDATA[<p>Cari musei,</p>

<h2 id="non-siete-lunica-cosa-che-vedo-oggi">Non siete l’unica cosa che vedo oggi</h2>

<p>Oggi vedo altri musei, cammino per la città, magari vado in qualche parco. Non siete l’unica cosa che vedo, perciò
mettete delle panchine o delle sedie nelle sale per favore, per quelli come me che camminano tutto il giorno (e anche
per quelli che <em>non</em> possono camminare tutto il giorno).</p>

<h2 id="la-batteria-del-mio-smartphone-non-è-infinita">La batteria del mio smartphone non è infinita</h2>

<p>Capisco l’amore per il multimedia e i QR code, ma no, non voglio passare tutto il tempo a inquadrare dei QR code e
ascoltare delle cose dallo smartphone, perché la batteria mi deve durare tutto il giorno e orientarmi e usare i mezzi
sono cose più importanti dell’audio n.14 della sala 8.</p>

<h2 id="il-mio-piano-telefonico-non-è-infinito">Il mio piano telefonico non è infinito</h2>

<p>Non posso scaricare un’app di 200MB se non mi date accesso al WiFi, perché all’estero non ho i giga illimitati.</p>

<h2 id="i-miei-occhi-sono-stanchi">I miei occhi sono stanchi</h2>

<p>Le didascalie scritte in corpo 8 in basso a sinistra con poca luce nella sala dovrebbero essere vietate. Se le didascalie
sono lì per essere lette, allora pensate al pubblico che ne deve leggere un centinaio durante la visita, e scrivetele
più grosse e/o con più contrasto. Un altro problema delle didascalie piccole è che uno deve avvicinarsi molto per leggerle,
e così blocca la vista agli altri.</p>

<h2 id="non-so-se-tornerò-unaltra-volta">Non so se tornerò un’altra volta</h2>

<p>Alcuni musei giustificano un prezzo alto con la possibilità di tornare un’altra volta gratuitamente nell’arco di un
anno. Va bene per i residenti, ma io che vengo da un altro paese non so se ritornerò in quella città fra un anno, e se
lo faccio magari vorrò fare qualcos’altro.</p>

<p>Grazie della comprensione.</p>

<p>(PS: vi voglio bene comunque)</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="musei" /><summary type="html"><![CDATA[Cari musei,]]></summary></entry><entry><title type="html">Sono un uomo libero</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/05/04/sono-un-uomo-libero.html" rel="alternate" type="text/html" title="Sono un uomo libero" /><published>2026-05-04T08:56:00+02:00</published><updated>2026-05-04T08:56:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/05/04/sono-un-uomo-libero</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/05/04/sono-un-uomo-libero.html"><![CDATA[<p>Da ieri, sono un uomo libero. Ho messo fine alla relazione tossica che mi legava a lei — anzi, a loro. Sì, <em>loro</em>, perché
sono due. Sì, lo so cosa state pensando, ma non è così. Me ne servivano due perché una non era mai disponibile la
domenica, e io voglio proprio averne una per ogni giorno della settimana. Non che mi serva una proprio ogni giorno, ma
devo sapere che se ne ho bisogno, ce n’è sempre una disponibile. Detto ciò, dover sempre organizzarmi tenendo conto delle
disponibilità di ciascuna mi dava fastidio. Conservo comunque i loro numeri nella mia testa, tanto sono facili da ricordare.</p>

<p>Da ieri, sono un uomo libero: ho una bici. Non ho più bisogno di loro: le linee 4/ e 6 dell’ATAP a <a href="/blogit/friuli_venezia_giulia/pordenone">Pordenone</a>.
Vivendo per qualche tempo a Porcia mi servivano gli autobus per andare in centro a Pordenone, per evitare i 45 minuti di
cammino che ho comunque dovuto percorrere — andata e ritorno — il 1<sup>o</sup> maggio quando tutte le linee erano sospese.
Ieri, la mia padrona di casa mi ha dato in prestito una vecchia <i lang="en">mountain bike</i>, così mi posso muovere
in autonomia. Una cosa semplice, ma che cambia la vita per chi vive in periferia.</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="viaggio" /><category term="oggi" /><summary type="html"><![CDATA[Da ieri, sono un uomo libero. Ho messo fine alla relazione tossica che mi legava a lei — anzi, a loro. Sì, loro, perché sono due. Sì, lo so cosa state pensando, ma non è così. Me ne servivano due perché una non era mai disponibile la domenica, e io voglio proprio averne una per ogni giorno della settimana. Non che mi serva una proprio ogni giorno, ma devo sapere che se ne ho bisogno, ce n’è sempre una disponibile. Detto ciò, dover sempre organizzarmi tenendo conto delle disponibilità di ciascuna mi dava fastidio. Conservo comunque i loro numeri nella mia testa, tanto sono facili da ricordare.]]></summary></entry><entry><title type="html">Libri letti nel 2025</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2026/01/04/libri-letti-nel-2025.html" rel="alternate" type="text/html" title="Libri letti nel 2025" /><published>2026-01-04T18:16:00+01:00</published><updated>2026-01-04T18:16:00+01:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2026/01/04/libri-letti-nel-2025</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2026/01/04/libri-letti-nel-2025.html"><![CDATA[<p>Stessa premessa dell’<a href="/blogit/2024/12/29/libri-letti-nel-2024.html">anno scorso</a>: l’obbiettivo di questa lista è
quello di ricordarmi dei libri che ho letto nel 2025, niente di più. Non è un concorso, il numero totale non importa.</p>

<p>Molti libri in italiano, qualcuno in francese (continuo il ciclo dei <span lang="fr">Rougon-Macquart</span> di Zola),
e per la prima volta un romanzo in inglese.</p>

<ul>
  <li><em>Storia e geografia dell’italiano regionale</em>, di Nicola De Blasi (iniziato nel 2024)</li>
  <li><em>Montedidio</em>, di Erri De Luca (iniziato nel 2024)</li>
  <li><em>Sangue italiano</em>, di Roberto Casalini</li>
  <li><em>Cose spiegate bene: Novecento, il secolo scorso</em></li>
  <li><em>Gli ambulanti napoletani</em>, di Umberto Franzese (piccolo libro)</li>
  <li><i lang="fr">La Joie de vivre</i>, di Zola</li>
  <li><em>Manuale di dizione e pronuncia</em>, di Ughetta Lanari</li>
  <li><em>Madre dolore</em>, di Daniele Sanzone</li>
  <li><em>A ciascuno il suo</em>, di Leonardo Sciascia</li>
  <li><i lang="fr">Commentaires sur la société du spectacle</i>, di <span lang="fr">Guy Debord</span></li>
  <li><em>La dismissione</em>, di Ermanno Rea</li>
  <li><em>Potere e società a Napoli nel dopoguerra</em>, di P.A. Allum</li>
  <li><i lang="fr">Grammaire des immeubles parisiens</i>, di <span lang="fr">Claude Mignot&lt;/i&gt;</span></li>
  <li><i lang="fr">La morte a Venezia</i>, di Thomas Mann (in francese)</li>
  <li><em>Bambino</em>, di Marco Balzano</li>
  <li><i lang="fr">La Vie devant soi</i>, di <span lang="fr">Émile Ajar</span> (pseudonimo di <span lang="fr">Romain Gary</span>)</li>
  <li><em>L’estate alla fine del secolo</em>, di Fabio Geda</li>
  <li><em>Le ragazze di Sanfrediano</em>, di Vasco Pratolini</li>
  <li><i lang="fr">Les Cerfs-volants</i>, de <span lang="fr">Romain Gary</span></li>
  <li><em>Corpo celeste</em>, di Anna Maria Ortese</li>
  <li><i lang="fr">L’Anomalie</i>, di <span lang="fr">Hervé Le Tellier</span></li>
  <li><em>Resto qui</em>, di Marco Balzano</li>
  <li><em>Un anno sull’Altipiano</em>, d’Emilio Lussu</li>
  <li><em>Café Royal</em>, di Marco Balzano (abbandonato alla metà)</li>
  <li><em>Nel mare ci sono i coccodrilli</em>, di Fabio Geda</li>
  <li><em>La storia</em>, di Elsa Morante</li>
  <li><em>Anubi</em>, di Taddei e Angelini (<span lang="en">graphic novel</span>)</li>
  <li><em>L’anniversario</em>, di Andrea Bajani</li>
  <li><em>Fontamara</em>, d’Ignazio Silone</li>
  <li><em>Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia</em>, di Michele Ruol</li>
  <li><i lang="fr">Germinal</i>, di <span lang="fr">Zola</span></li>
  <li><em>L’odore del fieno</em>, di Giorgio Bassani</li>
  <li><em>Il fratello italiano</em>, di Giovanni Arpino</li>
  <li><i lang="fr">La Femme de ménage</i>, di Freida McFadden (traduzione francese di <i lang="en">The Housemaid</i>)</li>
  <li><em>Le libere donne di Magliano</em>, di Mario Tobino</li>
  <li><em>Enigmistica</em>, di Stefano Bartezzaghi (ed. Treccani)</li>
  <li><em>La pelle</em>, di Malaparte</li>
  <li><em>Le poesie</em>, di Eduardo</li>
  <li><em>Il franconapoletano</em>, di Luigi Zammartino</li>
  <li><em>Cenere</em>, di Grazia Deledda</li>
  <li><em>Napoli ‘44</em>, di Norman Lewis</li>
  <li><em>Quale deserto fegato</em>, di Giuseppe Aiello e Raffaele Paura</li>
  <li><em>La patria napoletana</em>, di Elena Croce</li>
  <li><em>Dolcevita a Napoli</em>, di Sergio Lori e Aldo Masella</li>
  <li><i lang="fr">Le Soleil des Scorta</i>, di <span lang="fr">Laurent Gaudé</span></li>
  <li><em>Il snobismo liberale</em>, di Elena Croce</li>
  <li><em>Lessico familiare</em>, di Natalia Ginzburg (già letto nel 2023)</li>
  <li><i lang="fr">La Seine en roue libre</i>, di <span lang="fr">Jean-Louis Boudart</span></li>
  <li><i lang="fr">L’Œuvre</i>, di Zola</li>
  <li><em>L’Italia in tempi di cambiamento politico</em>, di Arnaldo Bagnasco</li>
  <li><i lang="en">The Housemaid’s Secret</i>, di Freida McFadden (in inglese)</li>
</ul>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="libri" /><summary type="html"><![CDATA[Stessa premessa dell’anno scorso: l’obbiettivo di questa lista è quello di ricordarmi dei libri che ho letto nel 2025, niente di più. Non è un concorso, il numero totale non importa.]]></summary></entry><entry><title type="html">La spesa italiana a Parigi… online</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2025/11/30/la-spesa-italiana-a-parigi-online.html" rel="alternate" type="text/html" title="La spesa italiana a Parigi… online" /><published>2025-11-30T18:34:00+01:00</published><updated>2025-11-30T18:34:00+01:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2025/11/30/la-spesa-italiana-a-parigi-online</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2025/11/30/la-spesa-italiana-a-parigi-online.html"><![CDATA[<p>Tre anni fa ho scritto un articolo sulla <a href="/blogit/2022/01/01/comprare-i-prodotti-italiani-a-parigi.html">spesa italiana a Parigi</a> in cui elencavo diversi negozi, e menzionavo
<i>Mammapack</i> come soluzione conveniente online. Il loro sito è indisponibile da qualche settimana, e leggendo un
bel articolo di <i>Parigi Grossomodo</i> sull’argomento («<a href="https://parigigrossomodo.com/la-spesa-italiana-a-parigi-senza-rovinarsi/">La spesa italiana a Parigi senza rovinarsi</a>») ho scoperto
<i><a href="https://vicofoodbox.com/" rel="nofollow">Vico Food Box</a></i>, un altro sito che offre lo stesso servizio. Cercando un po’ online,
ne ho trovato altri:
<i><a href="https://www.nuovabottegaitalia.com/" rel="nofollow">Nuova Bottega Italiana</a></i>, <i><a href="https://laspesacheconviene.com/" rel="nofollow">La spesa che conviene</a></i>,
e <i lang="en"><a href="https://theitalianconnection.store/" rel="nofollow">The Italian Connection</a></i>.</p>

<p>Non sapendo quale fosse il migliore, ho deciso di fare un confronto sui prezzi di diversi prodotti. Dalla mia piccola
ricerca risulta che <i lang="en">The Italian Connection</i> è quasi sempre il più economico, mentre ironicamente
<i>La spesa che conviene</i> è il più costoso. <i>Nuova Bottega Italiana</i> è abbastanza economico ma ha dei costi
altissimi per quanto riguarda la consegna.<i>Vico Food Box</i> è un po’ più caro ma ha i costi di consegna più bassi di
tutti: è una cosa abbastanza logica, se i costi di spedizione sono bassi vuole dire che sono integrati al prezzo dei prodotti.</p>

<p>Va detto che non ho ancora provato nessuno di questi siti, ho solo fatto un confronto dei prezzi.</p>

<p><i><u>Aggiornamento dicembre 2025:</u> ho provato Vico Food Box, più caro degli altri ma con prodotti che non si
trovano altrove come i panettoncini o le freselle. Vediamo come va.</i></p>

<h2 id="dati">Dati</h2>

<p>Ecco il dettaglio dei prezzi:</p>

<table>
  <thead>
    <tr>
      <th style="text-align: left">Prodotto</th>
      <th style="text-align: right">The Italian Connection</th>
      <th style="text-align: right">Nuova Bottega Italiana</th>
      <th style="text-align: right">Vico Food Box</th>
      <th style="text-align: right">La spesa che conviene</th>
    </tr>
  </thead>
  <tbody>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Passata Mutti 700g</td>
      <td style="text-align: right">1.88€</td>
      <td style="text-align: right">1.92€</td>
      <td style="text-align: right">2.29€</td>
      <td style="text-align: right">2.92€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Panettone 3 Marie 1kg</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">19.99€</td>
      <td style="text-align: right">19.9€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Flauti Stracciatella Mulino Bianco 280g</td>
      <td style="text-align: right">3.79€</td>
      <td style="text-align: right">4.75€</td>
      <td style="text-align: right">4.39€</td>
      <td style="text-align: right">4.65€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Rigatoni Rummo 500g</td>
      <td style="text-align: right">1.74€</td>
      <td style="text-align: right">1.83€</td>
      <td style="text-align: right">1.85€</td>
      <td style="text-align: right">1.77€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Mini Panettone Classico Ore Liete 100g</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">2.95€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Freselle (500g)</td>
      <td style="text-align: right">4.44€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">2.99€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Grano Cotto per Pastiera Miele 560g</td>
      <td style="text-align: right">1.63€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">2.15€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Gocciole Cioccolato Pavesi 500g</td>
      <td style="text-align: right">2.94€</td>
      <td style="text-align: right">3.54€</td>
      <td style="text-align: right">3.99€</td>
      <td style="text-align: right">5.14€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Crodino Classico 10x10cl</td>
      <td style="text-align: right">5.3€</td>
      <td style="text-align: right">9.39€</td>
      <td style="text-align: right">9.9€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Tonno Rio Mare 2x160g o 4x80g</td>
      <td style="text-align: right">4.58€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">9.75€</td>
      <td style="text-align: right">8.57€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Risotto Carciofi Knorr 175g</td>
      <td style="text-align: right">2.38€</td>
      <td style="text-align: right">2.79€</td>
      <td style="text-align: right">2.85€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Campari Bitter Originale 1L</td>
      <td style="text-align: right">31.03€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">28.7€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Pasta mista Garofalo 500g</td>
      <td style="text-align: right">1.94€</td>
      <td style="text-align: right">1.91€</td>
      <td style="text-align: right">1.85€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Fusilli Integrali De Cecco 500g</td>
      <td style="text-align: right">2.37€</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">-</td>
      <td style="text-align: right">2.5€</td>
    </tr>
  </tbody>
</table>

<p><br />
Per mettere i costi di spedizione a confronto ho provato a comprare una bottiglia di passata Mutti da consegnare a Parigi,
e poi ho aumentato il numero di bottiglie: 18, 30 e 40:</p>

<table>
  <thead>
    <tr>
      <th style="text-align: left">Sito</th>
      <th style="text-align: right">1 bottiglia</th>
      <th style="text-align: right">18 bottiglie</th>
      <th style="text-align: right">30 bottiglie</th>
      <th style="text-align: right">40 bottiglie</th>
    </tr>
  </thead>
  <tbody>
    <tr>
      <td style="text-align: left">The Italian Connection</td>
      <td style="text-align: right">12.9€</td>
      <td style="text-align: right">12.9€</td>
      <td style="text-align: right">12.9€</td>
      <td style="text-align: right">12.9€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Vico Food Box</td>
      <td style="text-align: right">11.9€</td>
      <td style="text-align: right">11.9€</td>
      <td style="text-align: right">11.9€</td>
      <td style="text-align: right">0€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">Nuova Bottega Italiana</td>
      <td style="text-align: right">13.93€</td>
      <td style="text-align: right">19.63€</td>
      <td style="text-align: right">67.08€</td>
      <td style="text-align: right">67.08€</td>
    </tr>
    <tr>
      <td style="text-align: left">La spesa che conviene</td>
      <td style="text-align: right">9.9€</td>
      <td style="text-align: right">12.9€</td>
      <td style="text-align: right">19.8€</td>
      <td style="text-align: right">25.8€</td>
    </tr>
  </tbody>
</table>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="mangiare" /><category term="lista" /><category term="parigi" /><summary type="html"><![CDATA[Tre anni fa ho scritto un articolo sulla spesa italiana a Parigi in cui elencavo diversi negozi, e menzionavo Mammapack come soluzione conveniente online. Il loro sito è indisponibile da qualche settimana, e leggendo un bel articolo di Parigi Grossomodo sull’argomento («La spesa italiana a Parigi senza rovinarsi») ho scoperto Vico Food Box, un altro sito che offre lo stesso servizio. Cercando un po’ online, ne ho trovato altri: Nuova Bottega Italiana, La spesa che conviene, e The Italian Connection.]]></summary></entry><entry><title type="html">Un mese a Pescara</title><link href="https://bfontaine.net/blogit/2025/07/06/un-mese-a-pescara.html" rel="alternate" type="text/html" title="Un mese a Pescara" /><published>2025-07-06T11:46:00+02:00</published><updated>2025-07-06T11:46:00+02:00</updated><id>https://bfontaine.net/blogit/2025/07/06/un-mese-a-pescara</id><content type="html" xml:base="https://bfontaine.net/blogit/2025/07/06/un-mese-a-pescara.html"><![CDATA[<p>A maggio di quest’anno sono stato un mese a Pescara. Nel 2020 ho iniziato ad andare a vivere in diverse regioni d’Italia
per <a href="/blogit/mesi-in-italia">un mese alla volta</a>, due volte l’anno. L’idea generale sarebbe di andare in ogni
capoluogo di regione, ma per quanto riguarda l’<a href="/blogit/abruzzo">Abruzzo</a>, L’Aquila è abbastanza difficile da raggiungere, e mal
collegata
al resto della regione. Così ho deciso di andare a Pescara, più facile da raggiungere e ottimo punto di partenza per
scoprire sia l’entroterra che la costa.</p>

<p>Sono partito in treno da Parigi per <a href="/blogit/lombardia/milano">Milano</a>, poi da Milano ad Ancona (20 minuti di ritardo), e mi
sono fermato ad Ancona per una notte. Avrei potuto raggiungere Pescara in un solo giorno ma per essere sicuro ho
preferito spezzare il tragitto in due parti, così ho potuto anche visitare la città di Ancona. Il centro città è carino,
ma essendo Ancona il capoluogo di regione mi aspettavo una città più grande. L’indomani ho preso il treno per Pescara
Centrale (con il ritardo <i>standard</i> di 20 minuti), e poi un ultimo regionale per Pescara Tribunale, stazione più
vicina al mio alloggio.</p>

<p>Durante questo mese ho vissuto da Andrea, un ragazzo di Pescara che ha studiato a Teramo, ha vissuto per qualche anno
all’estero e poi è tornato a Pescara. È stato molto simpatico e abbiamo molto parlato, mi ha dato un sacco di consigli
sulle cose da visitare ma anche suggerimenti culturali (Silone, ecc). Mi ha dato in prestito la sua vecchia bici, un po’
piccola per me ma nonostante ciò comodissima per spostarmi in città e altrove. Infatti, ho percorso più di 200
chilometri a bici durante il mese, sia in città che fuori: sono andato da Pescara a Chieti (cattiva idea dato il
dislivello), da Ortona a Vasto (Costa dei trabocchi, bellissima), da Silvi a
Giulianova.</p>

<p>Oltre a Pescara sono andato a Teramo, Chieti, L’Aquila, ma anche a
Francavilla al Mare, Ortona, San Vito e Lanciano.
Ho fatto un po’ di trekking nel Parco della Majella da Tocco Da Casauria a Popoli (20 km, quasi
1200 m di dislivello) e sono stato sulla Ferrovia dei Parchi (detta anche «Transiberiana d’Italia»).</p>

<p>Pescara mi ha lasciato un ricordo misto: è una città provinciale, con tanti abitanti ma poche cose da fare. La città non
è particolarmente bella, non ha una grande storia da raccontare. C’è un solo cinema-teatro con pochi spettacoli poco
interessanti. Dopo tre mesi a Napoli l’anno scorso mi ero abituato a una vita culturale ricca che non ho vista a
Pescara.<br />Nonostante questo, la città ha anche qualche museo interessante: il Museo dell’800, che ospita quadri della
Scuola napoletana di quest’epoca e anche qualche francese alla fine (Gustave Courbet e Rosa Bonheur fra vari altri); il
Museo delle genti d’Abruzzo, interessantissimo, sulla cultura contadina in Abruzzo; il CLAP e la sua collezione di opere
di Andrea Pazienza; Imago e i suoi tre piani di mostre; la Villa Paparella Treccia Devlet e le sue ceramiche; la casa di
D’Annunzio.</p>

<p>A livello di trasporto pubblico, anche qui un’impressione mista: in settimana funziona bene tutto, treni puntuali, posti
gratuiti per le bici; ma il weekend non c’è più niente perché il trasporto publico abruzzese è pensato per i lavoratori
e non per i turisti. Provate ad andare da Pescara a L’Aquila in treno un sabato o una domenica matina: impossibile.
Eppure sono le due città più importanti della regione! Le informazioni sono scarse: l’app ufficiale della Tua (Trasporto
Unico Abruzzese che non è manco unico: a Vasto è la SAT a gestire gli autobus, a Sulmona un’altra azienda) dà solo gli
orari degli autobus, Trenitalia solo quelli dei treni, Google Maps un po’ di entrambi ma non tutti.<br />
E per comprare un biglietto? L’app della Tua serve per quelli degli autobus, ma per i treni è un casino da capire: l’app
di Trenitalia dà gli orari dei treni Tua, ma non permette di comprarne i biglietti. Siccome la maggior parte delle
tratte ferroviarie della Tua sono anche fate da treni regionali, la soluzione (ufficiale!) è di comprare un biglietto di
treno regionale sull’app di Trenitalia ma utilizzarlo sui treni della Tua.</p>]]></content><author><name>Baptiste Fontaine</name></author><category term="italia" /><category term="viaggio" /><category term="mesi" /><summary type="html"><![CDATA[A maggio di quest’anno sono stato un mese a Pescara. Nel 2020 ho iniziato ad andare a vivere in diverse regioni d’Italia per un mese alla volta, due volte l’anno. L’idea generale sarebbe di andare in ogni capoluogo di regione, ma per quanto riguarda l’Abruzzo, L’Aquila è abbastanza difficile da raggiungere, e mal collegata al resto della regione. Così ho deciso di andare a Pescara, più facile da raggiungere e ottimo punto di partenza per scoprire sia l’entroterra che la costa.]]></summary></entry></feed>