In A proposito di libri, nella collezione Cose spiegate bene dalla redazione del Post, c’è una citazione di Paolo Cognetti (p.43) in cui dice:

(…) uso i quaderni soprattutto in montagna, quando vado a camminare, per registrare idee, frasi o descrizioni del paesaggio dal vivo (quest’ultima cosa è molto importante per me, è una specie di scrittura-fotografia; infatti non faccio fotto).

Questa scrittura-fotografia mi sembra un ottimo esercizio. Provo con un paesaggio nel Gianicolo che ho visto lo scorso autunno.

Ci troviamo dunque nel Gianicolo, in modo più preciso nell’Orto botanico di Roma, in un posto in alto rispetto all’entrata. È il sabato 20 novembre, sono le 5 circa, il tramonto è già iniziato. Il cielo è azzurro sopra di me, ma poi compie un viaggio attraverso i colori per diventare rosso quasi viola sull’orlo dell’orizonte. Qualche cirrostrato sono forma delle macchie di bianco trasparente.

La città non si vede, è oscurata dagli alberi dell’orto, alberi di cui non so dire i nomi ma ce ne sono di tutti. Trane uno, tutti hanno ancora le loro belle foglie verde. Questo colore verde è quello che si vedrebbe di più in un’ora qualunche del giorno, anche con il prato verde e gli arbusti verdi. Ma è l’ora del tramonto, e il sole ci irradie di luce rosa, e ad arricchire questa luce sono tre arbusti con dei fiori fucsia, tra i rari che hanno ancora i fiori in quel periodo dell’anno, e un alberello al centro del nostro paesaggio, più piccolo degli altri ma con una bella chioma color vino.

Faccio comunque una foto, ma non riesce a catturare la luce rosa che rende questo momento speciale.

Fotografia di paesaggio nell'orto botanico di Roma.